Tragedia Archivio di Stato: fermata generale di tutti i settori ad Arezzo e sciopero nazionale dei lavoratori del Ministero

Stamani conferenza stampa di Cgil, Cisl, Uil e assemblea dei dipendenti pubblici

I sindacati confederali Cgil, Cisl e  Uil hanno deciso la fermata di tutti i settori nella provincia di Arezzo  in occasione dei funerali dei due dipendenti dell’Archivio di Stato. I sindacati di categoria del pubblico impiego, da parte loro, hanno annunciato lo sciopero nazionale dei dipendenti del Ministero dei beni culturali.

Stamani, nella sede della Cgil aretina, assemblea dei dipendenti pubblici e conferenza stampa dei segretari confederali.

“Ci sarà una fermata generale di 4 ore al momento dei funerali – ha sottolineato il segretario provinciale Cisl, Marco Salvini. Decideremo le modalità delle iniziative in relazione alle decisioni che assumeranno le famiglie per i funerali dei loro cari. Da parte nostra la sicurezza nei luoghi di lavoro rimane il tema centrale: abbiamo sollecitato il Prefetto ad attivare una sede stabile e continuativa di confronto, siamo convinti che la formazione da parte delle aziende, siano esse private o enti pubblici, deve essere più incisiva e approfondita. La tragedia all’Archivio conferma che non esistono, in mancanza di conoscenza e formazione, luoghi sicuri. In ogni impresa ci deve essere il piano di valutazione dei rischi”. E Silvia Russo, della segreteria provinciale Cisl, ha evidenziato la centralità della formazione: “gli uffici pubblici sono sommersi di archivio cartacei e la domanda è se i dispositivi antincendio sono ovunque quelli più adatta e se il personale è stato adeguatamente formato per la loro corretta utilizzazione”.

Ha aggiunto il segretario della Cgil, Alessandro Mugnai: “se avessimo bisogno di un indice di decadimento del Paese, quanto accaduto all’Archivio sarebbe adatto. Continuiamo ad accumulare leggi, nome, moduli, procedure burocratiche e la gente continua a morire. Soffocata dal gas. In un ufficio pubblico del 2018 come in una miniera dell’ottocento. Occorre un diverso impegno del sistema pubblico e di quello imprenditoriale con un’urgente e indilazionabile sburocratizzazione che si accompagni ad una nuova cultura della sicurezza e ad un’effettiva formazione del personale”.

Cesare Farinelli, Segretario provinciale Uil, ha chiesto che “i lavoratori siano messi a conoscenza di tutti i rischi ai quali sono esposti, che i controlli non siano semplici atti burocratici ma siano a tappeto e non più a campione, che sia introdotto – sulla scorta di quello stradale – il reato di omicidio sul lavoro qualora siano verificate responsabile certe”.

I due segretari del pubblico impiego di Cgil e Cisl, Giulia Da Mario e Maurizio Milanesi, hanno annunciato lo sciopero dei dipendenti del Ministero e ricordato come il settore pubblico sia progressivamente sempre più esposto a causa della vetustà di moltissimi uffici, della carenza di manutenzione, della difficoltà a reperire risorse. La sintesi? “Lo Stato non può risparmiare sulla sicurezza”.

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