Sistema agroalimentare: il caso toscano della Petti

Maiolo (Segretario Generale UILA-UIL Toscana): “La Toscana presenta casi di un buon sistema agroalimentare”

Uila bandiereCosa vuol dire “sistema agroalimentare”? Fino a pochi anni fa, si era soliti parlare e considerare l’agricoltura, l’industria di trasformazione alimentare e l’ambiente come dei comparti divisi e stagni. Il caso dell’azienda Petti dimostra invece come questi comparti sono strettamente correlati tra loro, interdipendenti, al punto di diventare un sistema.

I cambiamenti climatici che ci sono stati negli ultimi due anni, hanno creato difficoltà  nella coltivazione del pomodoro in Toscana, che ha costretto gli agricoltori toscani a una conversione delle colture su altre produzioni. Questo ha messo in difficoltà l’azienda Petti, che non ha trovato quelle quantità necessarie per garantire la qualità del prodotto.

“La scelta dell’azienda di aumentare il prezzo del pomodoro – dice Triestina Maiolo segretario regionale della UILA UIL Toscana – va a recuperare e a sostenere le aziende agricole che conferiscono. In questo modo – continua – è stato garantito il mantenimento del processo produttivo in Toscana”.

La pioggia e le siccità degli ultimi due anni, rende evidente quanto sia importante la gestione dell’acqua, “una risorsa che rappresenta un patrimonio – continua Federico Capponi Segretario Regionale FILBI Toscana – che va trattato con rispetto. La bonifica, da molti mistrattata, è caratterizzata da una attività continua che si sviluppa in sordina e che per questo motivo richiede un’attenta regolamentazione. Regolamentare l’acqua vuol dire tutelare l’ambiente e l’uomo”.

Il Consorzio di bonifica ha sperimentato, in queste zone, l’utilizzo delle acque reflue ai fini irrigui. Un intervento all’avanguardia che si traduce in un risparmio e nella possibilità di ampliare le superfici coltivabili in modo intensivo.

“Non a caso, in questi giorni – specifica Capponi – la FILBI siede al tavolo per la modifica della legge 79/2012 sui consorzi di bonifica, dove viene messo al centro della discussione la questione dell’irrigazione.”

“E’ chiaro – conclude Triestina Maiolo – che siamo davanti ad un sistema fatto di elementi che interagiscono in modo virtuoso tra di loro. Il sistema agroalimentare è un modo per risolvere i problemi del territorio: l’aumento della superficie coltivabile, attraverso la gestione delle acque, porta nuovi posti di lavoro non solo nei consorzi ma anche nelle aziende agricole e in una azienda di trasformazione che potrebbe vedere aumentare la sua produzione, in un territorio che ha difficoltà occupazionali”.

Firenze, 24 settembre 2018

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