Sicurezza sul lavoro, a Palazzo Vecchio un incontro per approfondire un’emergenza

“Non vogliamo soldi né vendetta, solo giustizia”: la testimonianza della famiglia Rossini, il cui figlio Fabio morì sul lavoro l’anno scorso a Signa, al convegno sulla sicurezza sul lavoro organizzato da Cgil-Cisl-Uil a Firenze. Sotto Palazzo Vecchio, il flash mob-cerimonia in ricordo delle vittime sul lavoro. I sindacati chiedono a istituzioni e imprese uno sforzo congiunto per la sicurezza. Nel fiorentino, nei primi sei mesi del 2018 7 morti, nel 2017 12mila infortuni, c’è solo un ispettore ogni mille aziende circa

http://www.uiltoscana.it/wp-content/uploads/2018/09/Testimonianza-per-Fabio.pdf”>SCARICA IL FILE DELL’INTERVENTO DELLA FAMIGLIA ROSSINI

“Non vogliamo né soldi né vendetta. Niente può renderci nostro figlio ma come tutti vogliamo giustizia, vogliamo sapere perché sia potuta succedere una cosa del genere. A tutt’oggi non sappiamo ancora come è stato esattamente l’incidente e soprattutto non abbiamo più avuto notizie dell’indagine e se e quando ci sarà il processo. Togliere i figli ad una famiglia e ad una comunità significa toglierci il futuro e la speranza, per questo bisogna fare in modo che queste cose non succedano più. Chiediamo anche a tutti voi di fare qualcosa per questo”: alle parole di Roberto e Giulia Rossini, padre e sorella di Fabio, morto a 21 anni sul lavoro a Signa il 28-4-2017, il Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio si commuove e si alza in piedi per applaudire, durante il convegno “Al lavoro in sicurezza” organizzato da Cgil-Cisl-Uil Firenze. I tre sindacati, convinti che “non bisogna occuparsi di salute e sicurezza sul lavoro solo con un approccio emergenziale”, hanno chiesto a categorie e istituzioni “una battaglia comune ancora più forte per garantire l’incolumità di chi lavora, una battaglia che sia di tutti, lavoro, imprese, istituzioni e perché no anche cittadini, che con senso civico possono segnalare. Ciascuno con le sue funzioni e competenze ma tutti con un progetto strategico condiviso”. Questo, anche a partire da esperienze già in campo come il Protocollo sugli appalti e il tavolo di monitoraggio in Prefettura.

Prima del convegno (a cui sono intervenuti l’assessore al lavoro Federico Gianassi ed esponenti di Asl settore Pisll – Prevenzione Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro -, Inps, Cna, Confindustria e Confesercenti), nell’Arengario di Palazzo Vecchio si è svolta una cerimonia in ricordo delle vittime sul lavoro, osservando un minuto di silenzio e componendo – con degli elmetti antinfortunistici – il numero dei morti sul lavoro secondo i dati Inail nei primi 8 mesi del 2018 in Italia, cioè 713.

Ha detto Paola Galgani, segretaria generale Cgil Firenze: “In Città Metropolitana sommando tecnici del servizio Pisll, ispettori dell’Inps, dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro e quelli Inail di fatto c’è un ispettore ogni mille aziende: c’è bisogno di rafforzare la presenza sui territori. E poi abbiamo bisogno di maggiore coordinamento tra tutti i soggetti in modo da produrre maggiore efficienza ed efficacia, sull’esempio della task force della Regione per i controlli nelle aziende cinesi a Prato. Nel nostro territorio, su questi temi, va aperto anche un dossier su turismo e commercio, settori dove sono diventati numerosi gli incidenti sul lavoro”. Ha aggiunto Roberto Pistonina (segretario generale Cisl Firenze): “Nei primi 8 mesi del 2018 i morti sul lavoro in Italia sono stati 713. A fine anno saranno oltre mille. Il triplo delle vittime dei terremoti dell’Aquila o di Amatrice. Una strage a cui non diamo la necessaria attenzione. Quando c’è un morto sul lavoro, oltre alle responsabilità personali, c’anche una responsabilità sociale collettiva. Tutti devono fare la propria parte, anche noi come sindacato, impegnandoci a far crescere la cultura della sicurezza nei lavoratori e non lasciando mai indietro nella contrattazione l’impegno per la sicurezza”. Ha concluso Paola Vecchiarino (segreteria Uil Toscana): “Non ci dobbiamo fermare a questa iniziativa, per quanto importante e partecipata, ma l’attenzione per i temi della sicurezza sui luoghi di lavoro deve restare alta quotidianamente con un impegno costante per la tutela la salute e la vita di ogni lavoratore. È intollerabile per un paese civile che ancora oggi si possa morire di lavoro”.

INCIDENTI SUL LAVORO E ISPETTORI TRA FIRENZE E PROVINCIA

Nel primo semestre del 2018, secondo i dati Inail, i morti sul lavoro tra Firenze e provincia sono stati 7 (nello stesso periodo dell’anno precedente furono 11); sempre nel primo semestre di quest’anno, le denunce di malattie professionali sono state 311 (furono 319 nei primi sei mesi del 2017). Nel 2017 tra Firenze e provincia le denunce di infortuni sul lavoro – al netto dei dati sull’agricoltura – sono state 12.062 (l’anno prima 12.344); oltre 2mila di queste fanno parte del comparto commercio-turismo, seguono manifattura (distanziata di circa 300 unità), costruzioni, trasporto. Sempre nel 2017, le malattie professionali indennizzate sono state 183 (di cui 50 nelle costruzioni e 32 nella manifattura). Quanto agli ispettori su Firenze e provincia, l’Inps ne conta 25 (nel 2015 erano 33), l’Inail 5, l’Inl (Ispettorato Nazionale Lavoro) 37 effettivi (sarebbero 49 ma circa una decina svolge altre mansioni): di fatto, sommando questi con gli 80 tecnici Asl sul servizio Pissl (Prevenzione Igiene e Sicurezza nei luoghi di lavoro), c’è un ispettore ogni mille aziende. Nell’area vasta, i tecnici di prevenzione della Asl sono 300. Su Firenze sono 160, di cui 80 appunto sul servizio Pisll. Su Empoli ci sono circa 50 tecnici di cui 30 sul servizio Pisll.

Firenze, 26 settembre 2018

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